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Va in pensione dopo quarant'anni di carriera la dirigente scolastica Maria Bordino

Va in pensione dopo quarant'anni di carriera la dirigente scolastica Maria Bordino

Ha diretto negli ultimi anni lo storico istituto De Nobili 

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Giovedì 31 Agosto 2017 - 17:20

Va in pensione la dirigente Scolastica, Maria Bordino, dopo una carriera di oltre quaranta anni. Ha diretto negli ultimi anni lo storico istituto “G. De Nobili”.

 Roberto Chiarella, professore dello stesso istituto gli ha dedicato un saluto che pubblichiamo integralmente.

in queste circostanze è forte la tentazione  di cadere nella trappola della retorica,  farsi trascinare dall’onda emotiva, cedere al sentimentalismo, ma è scontato, nel momento in cui Lei-prof.ssa Maria Bordino- lascia l’attività professionale, riconoscerLe l’inesauribile operosità, la dedizione professionale, l’intelligente e lungimirante gestione del nostro istituto.

E’ stata una figura di dirigente scrupoloso e competente, che ha servito lodevolmente le Istituzioni e, dunque lo Stato, e la cui attività può essere ricondotta a due qualità imprescindibili: una spiccata sensibilità pedagogica-culturale e un sano ed efficiente pragmatismo, qualità costanti nella sua mission che hanno garantito al nostro istituto di ritrovare nuovo entusiasmo, rinnovato slancio, e a noi docenti di recuperare preziose motivazioni per corrispondere, con arricchita professionalità, alle sempre più complesse sfide educative. Ecco, io la definirei una nuova consapevolezza, ricordando a noi tutti l’innegabile importanza di essere docenti, di riscoprire l’orgoglio di essere educatori, soprattutto in un tempo segnato da un evidente degrado etico e da preoccupanti fenomeni di disgregazione sociale; in questo contesto problematico, Lei ha sempre cercato di contrastare la disincantata malinconia e la sfiducia che a volte si insinuano pericolosamente nella nostra prassi educativa, stimolando nuove forme di protagonismo e di partecipazione attiva.

E’ lungo l’elenco delle sfide, delle scommesse, delle opere pensate, progettate e realizzate che devono restituirLe un umanissimo orgoglio personale, e che tutti, disponendosi con serenità di giudizio, possono cogliere.

 Già al suo insediamento, ricordo con piacere la febbrile attività e la contagiosa operosità con le quali abbiamo organizzato e celebrato il 150° anniversario della nostra prestigiosa scuola, recuperando memorie, documenti, testimonianze, registri storici, insegnamenti di personaggi che hanno segnato in modo glorioso il nostro istituto, stimolando così il nostro orgoglio e la nostra appartenenza a una comunità educante e ad istituto che ha formato per decenni illuminate classi dirigenti.

In questo ambito vorrei ricordare la pubblicazione di un prezioso annuario, ricco di contenuti umani e professionali e di straordinari stimoli storici, un convegno celebrativo con le massime autorità, un annullo filatelico speciale. Ha sempre sostenuto che recuperare la memoria storica è di vitale importanza per costruire nei ragazzi una cittadinanza consapevole, critica, autenticamente libera, in cui far dialogare in modo intelligente passato e presente, affinché il presente non possa appiattirsi sull’orizzonte asfissiante della contemporaneità.

Tutela della memoria e futuro devono tenersi insieme.

E da questa esigenza è nato, io credo, l’ultimo progetto: il De Nob’ Art, quasi a chiudere simbolicamente questo suo intenso percorso professionale e culturale, che è la sintesi del Suo lungimirante operato; una iniziativa che ha finalità importanti: tutelare e valorizzare  il patrimonio culturale, declinato attraverso i diversi linguaggi dell’arte e della cultura e coniugato con le risorse  multimediali.

Un progetto che è un esempio di come deve essere concepita l’autonomia scolastica: collaborare con le associazioni culturali per la crescita dell’intero territorio.

In questo ambito vanno inquadrate le sollecitazioni ai colleghi del Liceo artistico, a riscoprire e valorizzare l’immenso patrimonio artistico calabrese, sollecitazioni che sono culminate nella realizzazione di straordinarie mostre dedicate ed ispirate ai grandi personaggi dell’arte calabrese; iniziative che restituiscono il senso profondo di come Lei abbia, anche in questo caso, inteso interpretare il ruolo di dirigente: il rapporto con il territorio e la riscoperta delle nostre radici identitarie.

Tra queste due iniziative che aprono e chiudono la sua attività, numerosi altri progetti: le tre edizioni del “Viaggio nella cultura e nelle Arti”, che ha consentito  ai ragazzi di discutere di problematiche attuali, attraverso un uso critico e consapevole del sapere e di confrontarsi in questi tre anni con esponenti di rilievo della cultura nazionale (Fusaro, Curi, Dara, Iaquinta, Criaco, Teti, Gangemi, solo per ricordarne alcuni),  e  ha consentito alla scuola di uscire da una sterile autoreferenzialità.

E’stato bello vedere i nostri studenti impegnati in laboratori di lettura e dialogare in modo convinto con scrittori di spessore culturale: è stata per loro una occasione di crescita. E poi come non ricordare il rinnovato slancio assicurato all’insegnamento delle lingue straniere attraverso l’implementazione di scambi culturali e la dotazione di laboratori linguistici; così come l’impulso da Lei dato all’innovazione didattica, agendo su alcune leve strategiche: la formazione e l’aggiornamento per il personale, la ricerca di nuove metodologie di insegnamento, il cablaggio dell’istituto, e la dotazione di tutte le aule di lavagne LIM il cui uso intelligente può garantire un supporto utile all’attività didattica. Tutto pensato e realizzato con lo scopo di  migliorare la didattica ed assicurare il successo formativo dei ragazzi: questo è l’obiettivo fondamentale, ripetuto da Lei come un mantra.

 E non da ultimo una preoccupazione costante che Le fa sicuramente onore: i ragazzi e il loro futuro. Ragazzi che vivono in una società profondamente atomizzata ed individualista, di cui rischiano di essere le vittime inconsapevoli. Ha dimostrato sempre sensibilità ed attenzione alle condizioni sociali delle famiglie, ha richiamato spesso noi docenti al dialogo e alla collaborazione con le famiglie stesse, consapevole che molti ragazzi sono segnati da carenza genitoriale, che vivono in famiglie con difficili situazioni economiche che possono generare demotivazione, causare fragilità psicologiche, favorire smarrimento esistenziale, e tutto ciò rende più problematico il loro approccio allo studio e più incerta la loro percezione del futuro. Per questi ragazzi che rischiano di frustrare le loro aspirazioni e di schiantarsi contro la dura realtà, la scuola può e deve diventare occasione di riscatto, una risposta contro l’indifferenza, un luogo di riconoscimento e di ricostruzione della dignità  e della libertà della persona, di riscoperta di nuove passioni, a una condizione -Lei ammoniva- che il docente abbia consapevolezza che ogni sapere e ogni attività devono essere situati necessariamente dentro una costruttiva relazione umana; in questo dimostrando grande sensibilità pedagogica. Indubbiamente ha lasciato tracce significative del suo impegno e per questo Le perdoniamo alcune spigolosità caratteriali, che comunque la rendono “umana”.

A noi adesso la responsabilità, insieme alla  nuova Dirigente, dott.ssa Susanna Mustari, di migliorare l’offerta formativa, di raccogliere questo importante lascito e di saperlo-a me piace dire-riconquistarlo,cioè farlo nostro, come capitale di esperienza umana e progettuale per attendere alle nuove sfide culturali ed educative.

A lei tanti auguri perché possa godersi con grande serenità la pensione, insieme al sentimento di sincera gratitudine per l’opera svolta.

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