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Commemorazione Brigata Catanzaro

A Catanzaro una storia di eroismo:

La Brigata Catanzaro dalla gloria alla decimazione

 

10 novembre 2017

L’istituto De Nobili guidato dalla dirigente Prof. Susana Mustari, con una motivata rappresentanza di dodici allievi delle classi V, coordinati dalle prof.sse Ranieri e Brognieri, ha partecipato alla Commemorazione della Brigata Catanzaro, iniziativa organizzata nell’ambito del Centenario della Prima Guerra Mondiale, presso la Sala “Il Cenacolo" dell'ITIS E. Scalfaro di Catanzaro. La Brigata Catanzaro, attiva dal 1915, partecipò a numerose battaglie soprattutto nell'area dell'altopiano Asiago, con grande spargimento di sangue e innumerevoli perdite. Si distinse per coraggio e valore al punto tale da essere insignita della medaglia d'oro al valor militare per il 141° reggimento e quella d'argento per il 142°. Tutto ciò è stato oggetto di una giornata di celebrazione molto toccante presso l'ITIS E. SCALFARO di Catanzaro, dove, in una cornice di grande commozione, un parterre nutrito di politici e storici ha commemorato la gloriosa Brigata Catanzaro.
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Hanno partecipato all'incontro, introdotto dalla Dirigente dell’istituto ospitante, dott.ssa Romano, personalità d'eccezione quali il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, il Presidente dell'ICSAIC Pantaleone Sergi, la dott.ssa Angela Riggio, dirigente dell'USP di Catanzaro, il dott. Giuseppe Caridi, Presidente Reputazione Storia Patria Calabria, il dott. Salvatore Bullotta, l'anima dell'iniziativa in questa regione, il dott. Vittorio Cappelli, storico dell'università della Calabria, il dott. Giuseppe Ferraro, storico dell'università di San Marino, la dott.ssa Giulia Sattolo, storica friulana, il comandante regionale dell'esercito dott. Rosito. In sala anche la dott.ssa Barberio, congiunta di uno dei protagonisti delle imprese enunciate, il capitano Barberio, che ha lasciato un diario ed un giornale da campo illustrato di straordinaria importanza e di indubbio valore, che sarà oggetto di prossima indagine e studio. Degna di menzione è la presenza del Presidente emerito del Senato Franco Marini. «Recuperare un pezzetto della storia d'Italia e della Calabria» per scoprire ciò che è realmente avvenuto tra il 1915 ed il 1918 è l’intento della straordinaria sinergia di tutti gli storici e politici convenuti: il faro votivo eretto nel 1928 sulla montagna che sovrasta Mormanno, unitamente al busto in bronzo realizzato dell’artista Paonessa e rappresentante la medaglia d'oro Gaetano Alberti, facente parte della Brigata Catanzaro, partito come volontario e morto in combattimento nel 1915, le figure di Vincenzo Galati, povero contadino che partecipò ad entrambe le decimazioni, e del Colonnello Bettoia, insignito della medaglia d'oro, cui è intestata la caserma di Catanzaro, sono solo alcune delle testimonianze che meritano di essere ricordate e valorizzate, soprattutto nelle scuole.
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Lo storico Saccà, attraverso una laboriosa ricerca all'interno degli archivi cimiteriali, coordinandosi con la storica friulana Giulia Sattolo, ha scoperto i luoghi veri della sepoltura ed il modo in cui venne interpretata la normativa dell'epoca, l'art. 251 del codice militare del 1870, non più del codice militare del 1848, con cui si era formata la maggior parte della truppa: la Brigata aveva chiesto la licenza, unitamente alla possibilità di andare a combattere in un'area meno sanguinosa, richieste che erano state concesse, pur non avendo trovato un concreto riscontro. Da qui il conseguente ammutinamento (1916). Il secondo drammatico episodio di decimazione (1917) fu invece il frutto di un fraintendimento: il generale Cadorna interpretò la dispersione nei boschi del monte Mosciagh, dovuta alla difficoltà dei soldati di orientarsi di notte, come un atto di diserzione ed optò per la repressione.

A Santa Maria La Longa una stele posta nel 2011 commemora i drammatici fatti.

Il Presidente della Regione, per coinvolgere maggiormente i giovani studenti partecipanti all'evento, ha ricordato come i ragazzi partiti per il fronte nella Grande Guerra fossero proprio della loro età, per far comprendere la durezza del passato e della guerra e far apprezzare ancora di più il valore della pace e recuperare la memoria della storia della calabrese.

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